I Cavoli

 

Cavoli

 

 

I cavoli appartengono alla famiglia delle crucifere, varietà Brassica. La parte edibile di queste piante è rappresentata dalle foglie (cavolo cappuccio, verza, cinese, marino, nero, cavolini di Bruxelles) o le inflorescenze ancora immature (broccolo, broccoletti, cavolfiore).


Qualità nutrizionali

Tutti i cavoli contengono quantità significative di vitamina C, acido folico, fibra, potassio, e alcune sostanze particolari come i tioossazolidoni, con effetto antitiroideo, e il sulforafano, che, assieme agli isotiocianati, si ritiene abbia un effetto protettivo contro i tumori intestinali.
La cottura distrugge parzialmente il contenuto vitaminico, in particolare della vitamina C.
Durante la cottura si formano composti solforati responsabili dell'odore tipico del cavolo cotto.
Al pari di altre verdure, sono alimenti molto sazianti e quindi sono molti utili in una alimentazione ipocalorica.
Il cavolo come tutte le crucifere, è ricco di antiossidanti, vitamine, fosforo, calcio, betacaroteni, e regola la funzione intestinale; quindi è digestivo, antinfiammatorio, antiulceroso e cicatrizzante. Da sempre sono consigliati a chi soffre di gastrite o ulcera perché stimolano la produzione di mucina che è una sostanza secreta dalle ghiandole dello stomaco e ha la proprietà di aumentare la protezione delle pareti gastriche. Protegge dai radicali liberi e quindi dall'arruginimento delle cellule. Se ne consiglia l'uso in caso di debilitazione; sottoforma di decotto o sciroppo per raffreddamenti e tosse. Con le foglie se ne possono fare anche degli impacchi per piaghe o nevralgie; il succo di cavolo crudo è un'ottima maschera per il viso per ottenere una pelle liscia.


Varietà

I cavoli comprendono una grande varietà di piante, tra cui quelle maggiormente coltivate nella nostra zona sono: cappuccio, verza, cavolfiore e broccolo.


Nella piana di Valleggia, specialmente negli anni scorsi la coltivazione dei cavoli era praticata in modo intensivo, tanto che nel detto popolare la zona attualmente destinata a Parco Archeologico Naturalistico di San Pietro in Carpignano, intorno alla omonima Chiesa, era chiamata “San Pè di Coi.”

 

Bric il cavolo https://youtu.be/-J46Rm6XKx0?list=PLGL0vV5kT0nMPoOLRD1MNATcGCdgEJmuf